Intolleranza all’UOVO

 

L’intolleranza all’uovo è una reazione dell’organismo all’alimento, spesso usato anche come semplice ingrediente, molto frequente nei neonati e nei bambini. Meno comune, ma comunque possibile, è la manifestazione dei disturbi anche nell’individuo adulto.
I sintomi con cui si manifesta sono del tutto simili a quelli di altre intolleranze alimentari: arrossamenti, disturbi alla digestione, mal di pancia e malessere generale.

uova_allergLa diagnosi la fa in genere il medico applicando la dieta a esclusione: la storia clinica dei sintomi conduce a sospettare una intolleranza alimentare, quindi l’approfondimento dello stile di vita e del regime alimentare seguito permetterà di identificare l’uovo. L’eliminazione per almeno 15 giorni dell’alimento darà una conferma del sospetto diagnostico.

Uova: caratteristiche e intolleranze

Si tratta di una intolleranza piuttosto comune nel bambino, tant’è che nella fase di svezzamento il pediatra solitamente consiglia di introdurre l’uovo dopo i 9- 10 mesi, nonostante si tratti di un alimento nutrizionalmente ricco di ferro e proteine di alto valore biologico. Soprattutto nel caso di storia familiare di intolleranza o allergia al cibo, il pediatra potrebbe consigliare l’introduzione dell’albume dopo il primo anno di vita.

In base ai dati dell’European Academy of Allergy and Clinical Immunology, circa il 50% dei casi di non sopportazione del prodotto nei bambini scompare dopo il primo anno di vita. L’uovo è composto da:

  • il tuorlo, che contiene per la maggior parte grassi. Poiché è tutto sommato poco allergizzante, alcuni pediatri consigliano di introdurlo per primo, magari aggiunto alla “pappa” una volta alla settimana;
  • l’albume, composto perlopiù da proteine e maggiore responsabile dell’allergenicità.

La cottura dell’uovo riduce del 70% il potere allergizzante, sebbene non la elimini completamente.

I sintomi

Le intolleranze alimentari hanno sintomi fastidiosi ma generalmente piuttosto lievi. Nel caso di quella all’uovo nel bambino, invece, i segnali possono essere più marcati. Pur non trattandosi di un allergia in senso stretto, gli effetti saranno comunque controllabili. Fra i sintomi tipici si elenca:
  • dermatite atopica, ossia infiammazione e rossore alla pelle associato a secchezza e o prurito;
  • orticaria;
  • mal di pancia, associato a diarrea e vomito.

In nessun caso, a meno che non si tratti di una vera e propria allergia, ci sarà il coinvolgimento del sistema immunitario. Inoltre, i dolori di stomaco e le difficoltà digestive sono anche la causa di stanchezza e di incapacità a riposare bene.

In maniera del tutto simile alle altre intolleranze, i segnali sono del tutto aspecifici, per cui è bene rivolgersi al medico anche per escludere malattie più gravi soprattutto del tratto gastrointestinale: la dieta a esclusione e, in caso di dubbi, un test a supporto possono portare a una diagnosi sicura.

uova_simpaticheDieta a esclusione e risoluzione dei sintomi

Tra tutte le intolleranze, quella all’uovo è una di quelle più noiose da gestire. Prima di essere un prodotto alimentare, l’uovo è innanzitutto l’ingrediente alla base di moltissime ricette. Lo si trova, anche se in alcuni casi solo in tracce, in pasta all’uovo, pasta frolla e paste lievitate per dolci, biscotti, budini, gelati, zuppe pronte, focacce e torte salate, maionese e anche piatti precotti o impanati.

Le uova, poi, sono anche una delle principali fonti di lecitina, molto usata nell’industria alimentare come emulsionante. Derivando dal tuorlo anche questo additivo, andrebbe attentamente controllata in etichetta: l’eventuale lecitina presente nel prodotto scelto dovrebbe essere sempre di origine vegetale.

 

Fonte:greenstyle.it

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