Intolleranza al LIEVITO DI BIRRA

lievito_birraL’intolleranza al lievito di birra è piuttosto diffusa e causa una serie di disturbi per lo più a carico dell’apparato gastrointestinale. Pizza, pane, grissini e birra sono solo alcuni degli alimenti che causano l’insorgenza o il peggioramento dei sintomi fra i pazienti.

Come per tutti i fastidi legati all’assunzione di alimenti scarsamente sopportati del nostro corpo, è necessario prima di tutto individuare i cibi responsabili, eliminarli dalla dieta e, in seguito, riabituare il paziente al consumo degli stessi. In genere questo percorso si fa con una dieta a eliminazione, seguita da una a rotazione.

Sintomi e diagnosi

Questa intolleranza alimentare si manifesta con fastidiosi disturbi a stomaco e intestino, che si fanno più intensi quando si mangiano pane, focacce, pizza ma anche brioches e pasticcini. I segnali più comuni si presentano, almeno all’inizio, come comuni problemi di digestione:
pancia gonfia;
diarrea o, al contrario, stitichezza;
mal di pancia;
sintomi di indigestione;
bruciori di stomaco;
aria con associata flatulenza.
Chiaramente, quando il paziente afferma di aver “male alla pancia” o di aver “digerito male”, saranno presenti anche segnali più generali:
stanchezza e difficoltà a riposare bene;
mal di testa;
spossatezza fisica anche nel corso dell’attività sportiva;
nervosismo.

Ciò che emerge dalla descrizione dei sintomi è come il quadro di fastidi non sia specifico del lievito e, di conseguenza, della non tolleranza ai prodotti che lo contengono. Per questo motivo, soprattutto se i disturbi persistono per lungo tempo, è importante rivolgersi al medico per escludere alcune malattie intestinali, anche importanti. L’anamnesi e la corretta definizione della storia clinica condurrà l’esperto a supporre una intolleranza al lievito di birra e, di conseguenza, a prescrivere una dieta a esclusione della durata di almeno 15 giorni.
I sintomi infatti, in questa come in tutte le altre intolleranze, sono di natura transitoria e sono direttamente correlati all’assunzione di prodotti che contengono l’ingrediente non sopportato. È essenziale, perciò, che il paziente impari a verificare le etichette di quel che acquista. Molti prodotti oggi sono preparati con il lievito chimico, indicato anche come polvere lievitante nella lista degli ingredienti: si tratta di un vantaggio, poiché consente di continuare a consumare prodotti da forno che altrimenti andrebbero rifiutati.
Per la corretta verifica dell’etichetta è utile sapere che cosa sia il lievito di birra e perché si debbano evitare anche i prodotti che si preparano con il lievito naturale o madre. Il classico lievito di birra per i prodotti da forno e per la panificazione è costituito da colture di Saccharomyces cerevisiae, invece quello naturale, che si ottiene lasciando fermentare della pasta fresca a base di farina e acqua, contiene oltre al Saccharomyces anche anche altre specie di lieviti e vari batteri.

Fonte:
greenstyle.it

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